Pubblicato il

Whiskey irlandese e Whisky scozzese, scopriamo la storia e le differenze

Whiskey irlandese: storia e curiosità

In gaelico si chiamava Uisce, ossia acqua di vita. Da allora, il Whiskey Irlandese, come viene chiamato oggi, ha cambiato solo il nome, conservando intatti metodi di produzione e gusto inconfondibile.

Whiskey irlandese o scozzese? Se finora hai pensato che fossero la stessa cosa, che differissero solo dalla terra in cui vengono prodotti, sei decisamente fuori strada. Il whiskey irlandese e il whisky scozzese (sì, whisky, senza la i), non solo sono due prodotti diversi, ma si fanno la guerra da secoli.

Ti sembrerà curioso, ma fra Irlanda e Scozia ci fu anche una battaglia legale sul nome. Nel 1909, infatti, gli irlandesi fecero pressioni sul parlamento inglese per vietare agli scozzesi di utilizzare la denominazione “whisky” sui loro distillati, ma non ottennero soddisfazione. Nello stesso periodo storico, l’utilizzo degli alambicchi a colonna, che gli irlandesi non usavano per paura di snaturare il loro whiskey, e l’avvento della rivoluzione industriale fecero sì che, per qualche decennio, il whisky scozzese avesse la meglio su quello dell’isola verde.

Ma nel 1966 le distillerie Jameson, Cork e Power si unirono e dettero vita all’Irish Distillery Company. E da quel momento, il whiskey irlandese non conobbe più rivali. Oggi gli accordi commerciali prevedono che lo Scotch Whisky sia quello scozzese e che quello irlandese prenda il nome di Irish Whiskey (esatto, con la e).

Come si produce il whiskey irlandese

Il whiskey irlandese è più buono? Dipende dai gusti. Di sicuro non ha le note aspre di quello scozzese, anzi, è considerato un whiskey delicato, dalle note fruttate e con un equilibrio maggiore di quello prodotto in Scozia.

Ciò che fa davvero la differenza è il modo di produzione, e più precisamente le 3 distillazioni che subisce, anziché le 2 dello Scotch Whisky. Non solo cambia il numero di passaggi, ma anche lo strumento con cui lo si distilla: niente alambicco a colonna per gli irlandesi, ma solo il tradizionale Irish Pot Still, un alambicco caratterizzato da maggiori dimensioni e forma particolare. 

Inoltre, per trasformare l’orzo in malto, gli irlandesi utilizzano degli speciali forni a torba chiusi, che non lasciando uscire nessun odore, impediscono al whiskey irlandese di prendere il caratteristico aroma che, invece, appartiene al whisky scozzese.

Una volta distillato per le canoniche 3 volte (ma  talora anche 5), il whiskey irlandese viene posto in botti di legno e lasciato lì per almeno 3 anni. Per legge. Ebbene sì, per fregiarsi del titolo di whiskey irlandese, deve invecchiare per almeno un triennio nelle sue botti, che talvolta, per assicurare maggior morbidezza e profondità, saranno le stesse precedentemente utilizzate per invecchiare lo Sherry.

Se capiti in Irlanda, non dimenticare di far visita a una delle tante distillerie che oggi affollano il paese: avrai l’occasione di poter fare un viaggio nella storia della produzione industriale del paese e, perché no, di assaggiare i whiskey più prestigiosi dell’isola.

Visita la distilleria funzionante più incredibile di Dublino…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *